Viste dall’auto che ci sta portando a Castel Monastero le colline nei dintorni di Siena, in questa giornata di ottobre, sono da manuale; viti che rosseggiano, bruma indistinta. Però, nonostante la calma bucolica, un po’ d’ansia per l’intervista a Gordon Ramsay c’è. Perché incontrare uno chef pluristellato, di fama mondiale, stella della tv eccetera non è semplice. In più sono sua grande fan, e le interviste da groupie non vengono mai bene. Poi perché ho fatto la splendida e ho detto, no, l’interprete non mi serve, e ora sono qui a pensare se capirò qualcosa dato il suo accento non proprio da Bbc. E infine per il suo caratteraccio, noto a tutti: mi chiedo di che umore sarà. Ottimo, mi rispondo, vedendo arrivare per lo show cooking; sorriso smagliante, abbigliamento e ciuffo da rockstar, in pochi minuti è dietro ai fornelli, pieno di entusiasmo. Prepara un arrosto di vitello, ratatouille di verdure, tortellini impastati a mano ripieni di ricotta “rinfrescata” con succo di limone, conditi con un veloce sughetto di pomodori appena scottati. È rapidissimo, i gesti sono sicuri e precisi; soprattutto, si vede che ai fornelli si diverte ancora (qui le mie foto dello show cooking).
E le donne, chiaramente, lo adorano: giornaliste e foodies in prima fila non perdono un gesto, nonostante la presenza in sala della moglie, che gentilmente declina la richiesta di Gordon di “farci una bella cheesecake”. Non ha ancora terminato il primo che ho già segnato due mantra da ricordare: “The secret is simplicity” e “Flavour first, presentation second”: boccata d’aria fresca in tempi di cucina destrutturata, liofilizzata, quasi surreale. Quando lo raggiungo per l’intervista è ancora di ottimo umore; finiremo a ridere e a mostrarci le foto dei figli sui rispettivi telefonini. [Read more…]
Tesoro, salviamo i ragazzi. Intervista a Marco Bianchi
(La foto è di Stefania Sainaghi. Il servizio, con le ricette di Marco Bianchi, è stato pubblicato su Grazia in edicola questa settimana)
Ci fa entrare nella sua casa alle porte di Milano e a vederlo aggirarsi in cucina – jeans, felpa e All Star – sembra molto più giovane dei suoi 33 anni e di come appare in tv. Marco Bianchi è lo chef-ricercatore di Tesoro, salviamo i ragazzi, in onda su FoxLife (sky114), un reality dai nobili intenti: educare i genitori a un’alimentazione sana, per scongiurare l’obesità infantile. Ma non è nato con la tv: ha solide basi scientifiche, lavora da anni nella ricerca oncologica a fianco di Umberto Veronesi (all’IFOM, istituto Firc di Oncologia Molecolare), e sull’argomento ha scritto diversi libri tra cui Le ricette dei magnifici 20 (Ponte alle Grazie, 14 euro) e Il talismano del mangiar sano (Skira, 18,50 euro).
Prima di tutto, la sorpresa: è un uomo, ma multitasking. Mentre mi risponde, taglia le carote e le dispone tipo Shanghai per le fotografie. Ha un approccio giocoso e leggero: si capisce perché i bambini lo adorano.
«Infatti il problema più grande delle prime puntate è stato essere serio, a volte duro con i genitori; altrimenti non sarei riuscito a ottenere buoni risultati», mi dice. Che ci sono stati: genitori e figli sono dimagriti, in un paio di mesi, anche di 10 chili, ma soprattutto hanno imparato a mangiare sano, partendo dalla spesa. E sulla sua pagina Facebook arrivano tantissimi commenti e ringraziamenti.
Quindi, mangiamo davvero così male, in Italia?
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Marco Bianchi e il mio weekend in cucina
La settimana lavorativa ha avuto un momento divertente: sono andata a intervistare Marco Bianchi, lo chef-ricercatore di Tesoro salviamo i ragazzi, in onda su FoxLife, perdendomi quelle sei volte nella nebbia ma alla fine trovando il posto.
Lui è molto simpatico, divertente, giovane (ha 33 anni ma dal vivo sembra un adolescente: se il merito è anche il mangiare sano, inizio a farci delle serie riflessioni), sa un miliardo di cose sugli alimenti giusti e quelli da evitare e poi lavorare con la mia amica fotografa Stefania Sainaghi è sempre un piacere.
L’intervista uscirà a breve su Grazia e poi qui sul blog; nel frattempo vi anticipo che mi ha detto di mangiare tantissimo pesce (e qui ci siamo), tantissima frutta e verdura (ok per la verdura, sono un po’ indietro sulla frutta) e tanti cereali integrali (e qui proprio sono un disastro: non mi piacciono, non vanno d’accordo con la dieta, non li ho mai in casa).
Però venerdì ho comprato finalmente le pentole con il fondo di ceramica (Moneta; se volete, a Milano trovate la batteria con lo sconto del 40% da Kasanova in corso Buenos Aires), i coltelli di ceramica e i mitici coppapasta, dei quali ho scoperto l’esistenza solo recentemente, durante Masterchef e mi sono chiesta: ma io, come ho potuto cucinare finora, priva dei coppapasta?
Quindi il weekend è stato ad alto tasso di cucina: in omaggio a Marco Bianchi tutto pesce e verdure, per cui in arrivo le ricette di spaghetti con le vongole, tartare di tonno e orata al forno. Appena avrò tempo di scrvierle, certo. Al momento devo affrontare il gelo per accompagnare la quattrenne, che ha una vita sociale decisamente più vivace della mia, non che ci voglia molto, a un Dinosauro Party, festa a tema di compleanno. Poi si vedrà.
Del perché apro un foodblog
Un po’ di tempo fa ho intervistato per Grazia Francesca Barberini. Lei, incinta di otto mesi, è stata deliziosa; sorridente, aperta, l’intervistata ideale. Anche quando, a una mia domanda ha risposto:
“I foodblog? Sono un po’ troppi. Ormai chiunque faccia una pastasciutta decente si sente in dovere di aprirne uno”.
Io ho annuito vigorosamente, con ampi cenni del capo. Come non essere d’accordo? Ma in realtà, poiché amo predicare bene e razzolare male (per esempio, tenendo corsi che suggeriscono di non usare frasi fatte e avendone appena scritta una delle più trite), stavo già pensando al mio foodblog. [Read more…]